I.T.V. Holz-Art Gallery

Eugen Galasso

Operante tra Chienes in Val Pusteria e Koetschach-Mauthen in Carinzia,  la pittrice Annemarie Ambrosoli, pusterese, ma per anni residente in Lombardia, presenta  ad Arte Padova la mostra "Ensemble-Insiemi I° - Castelbadia e dintorni" . Partendo da paesaggi reali, ossia realmente esistenti (prescindo dalla questione ontologica sulla realtà), la Ambrosoli trasfigura in chiave fantastica e onirica tale realtà naturale, quasi rintracciando nella natura lo spirito inconscio ("den unbewussten Geist"), come volevano Schelling e i Romantici in genere. Realizzando la sintesi tra forma e colore, dove entrambi gli elementi si implicano a vicenda, con una scelta di colori, sempre tendenti alla luce, in una chiave che ci rimanda alla goethiana "Teoria dei colori" (Farbenlehre) e poi alle successive teorizzazioni di Schopenhauer e Steiner, con le ovvie e anche notevoli differenze tra queste teorie, dove viene esperito tutto lo spettro cromatico, con prevalenza delle tonalità apparentemente "soft" e tenui, in realtà molto vivide, non senza frequentare quell'altro che è il "geometrismo" e l'"informale" (lemmi da usare sempre con grande prudenza, perché abusati e perché troppo semanticamente ambigui, anche di per sé, id est prima dell'abuso). Ma opere quali "Come un riflesso" e "Farbencrash" (come dire "fracasso di colori"), a parte l'essenzializzazione della figura, confermano la volontà di ribadire, di non perderla, di non "gettarla", ridefinendola, però. La chiave di tutto questo è nel rapporto tra il tutto (l'insieme, l'"ensemble", con un termine mutuato soprattutto dalla musicologia) e le parti. Come nelle figure della Gestalt, ma al tempo stesso in modo totalmente differente, Annemarie propone la capacità dell'attenzione rivolta alle parti e/o al tutto, dove in realtà, oltre l'accentuazione dell'orientamento e dell'attenzione, non si dà mai che (e qui l'espressione vale anche alla lettera) "si veda il bosco non vedendo più gli alberi" o viceversa, perché si ha sempre una duplicità feconda di visione e percezione. Questo viaggio nel mondo di un'artista che, con fatica e sofferenza, si è creata uno spazio particolare che ha un radicamento culturale forte, un ancoramento deciso verso l'ambito alpino-sudtirolese/altoatesino e segnatamente pusterese, con i tratti più "orientali" che caratterizzano, per es. i campanili di chiese, ma contemporaneamente si mantiene in una dimensione di "aseità", di ricerca, che va oltre i pericoli del localismo e di quel paesaggismo di maniera che in regione (includendo, evidentemente, anche il Trentino), ha certo un suo pubblico, talora disattento o comunque un po’ legato a una concezione "superata" e un po' grossolana del "bello" . Sfuggendo ai clichés facili, la Ambrosoli si pone in una posizione senz'altro non di facilissima "gestione", ma di risultato a lungo andare più duraturo e incisivo, anche educando o comunque spingendo il pubblico a una maniera di vedere la "realtà" diversa e meno condizionata da un'immediatezza di superficie.

Eugen Galasso (Anno 2011)
Arte Padova 2011

Licht am Weg, 2001, olio
Licht am Weg
(Collezione privata)
2001, olio
Das gelbe Haus, 2008-2010, olio
Das gelbe Haus
2008-2010, olio
Festtag, 2011, olio
Festtag
2011, olio
Farbenspiele, 2011, olio
Farbenspiel
(Collezione privata)
2011, olio

Sono paesaggi fantastici eppure reali (ma il "reale" è "fantastico", ma anche viceversa), quelli di Annemarie Ambrosoli, dove la "riconoscibilità" eventuale dei luoghi non appartiene all'essenza della produzione artistica, ma in gioco, è, invece, la resa cromatica e delle forme. Paesaggi dove la capacità di resa, che è indubbia, tende (si è scritto, in passato l'ho scritto io stesso) all'astrazione. Ma, alla luce di quanto visto anche di recente, in ambito "informale" o dell' "astratto", dove anche la terminologia rischia di aggrovigliarsi, non rimandando più a un referente, se non "flou", confusamente magmatico, preferisco semplicemente parlare di "fantastico", nell'accezione che non frequenta tanto l'inquietante-perturbante di Lovecraft (das Unbehagliche) quanto invece il rassicurante à la Bradbury, dove il rassicurante sa anche attraversare la ingens sylva, l'ignoto, ma superandolo, in qualche modo "immagazzinandolo"e rendendolo non- più –nocivo (aufhebend/heilend).  Pur nell'estrema diversità tematica (nella pittura della Ambrosoli manca la figura umana, inter cetera) e stilematica (qui l'accensione cromatica è limitata, prevalgono anzi, molto spesso, le tonalità calde eppure più chiare-tenui), accosterei la pittura dell'artista sudtirolese a quella di un Turner, ferme restando, come pure accennavo, tutte le diversità anche totali del caso.   Arte sognante e sognata, quella di Annemarie, dove il rileggere paesaggi e boschi-nature vive ("Still-life"e "Stillleben", nelle due più celebri lingue germaniche, ma anche in olandese l'espressione è simile, altro che "nature morte", che è contradictio in adjecto!) vuol dire rileggersi, "viaggiarsi dentro" nell'accezione migliore del termine. 

Prof. Eugen Galasso (Anno 2011)

Passion, 2011, olio
Passion
(Collezione privata)
2011, olio
Schneiderwiesen, 2008, olio
Schneiderwiesen
(Collezione privata)
2008, olio
Spuren des Frühlings, 2009, olio
Spuren des Frühlings
2009, olio

Composizioni che sarebbero (e sono) anche adattissime per illustrazioni di libri, preferibilmente di narrativa ancora una volta "fantastica", ma che stanno anche benissimo quali opere a sé stanti, nel ricongiungimento con le dimensioni profonde del nostro essere, quelle che vogliamo o meglio vorremmo magari ingabbiare, definendole come "archetipi", come "simboli primigeni" e via discorrendo, oscillando, come facciamo, tra Platone e Jung, magari con qualche viaggio heideggeriano e/o ermeneutico. Ciò che conta, come si è detto, è altro, è una possibilità di ri-vedere noi stessi e l' “altro" (virgolettato o meno, minuscolo o maiuscolo, non cambia molto...), offerta in forma visiva; ecco allora che l'aspetto "descrittivo" dei paesaggi (rapportati a determinati luoghi) della "tirolesità" rimane un aspetto meno importante, quasi inessenziale, se non forse per chi si diverta a riscoprire facili e "immediate" corrispondenze.   Da valutare contestualmente, ossia riferendosi al macrotesto, da cui emerge una vera e profonda fragranza, quella fragranza che sa di ciò che è vero, fondamentale, slegato dalla/e contingenza/e.

Sonnenstraße, 2004, olio
Sonnenstraße
2004, olio
Vergangenheit und Gegenwart, 2004, olio
Vergangenheit und Gegenwart
2004, olio